Calcolo approssimato ed errori
Sofia e Luca misurano la lunghezza del loro banco con un metro a nastro. Sofia legge $74{,}3$ cm, Luca $74{,}5$ cm. Chi ha ragione? In realtà hanno ragione entrambi, perché nessuna misura è esatta. Anche $\sqrt{2}$ e $\pi$ non si possono scrivere esattamente con un numero finito di cifre decimali. Allora come si lavora con numeri che conosciamo solo in modo approssimato? E quanto possiamo fidarci dei risultati? Questa pagina risponde a queste domande.
Approssimazioni per difetto, per eccesso e arrotondamento
Un numero irrazionale come $\sqrt{7}$ ha infinite cifre decimali non periodiche. Per usarlo lo "intrappoliamo" tra due numeri decimali con poche cifre.
Per trovarle, senza calcolatrice, si procede per tentativi, cifra dopo cifra, elevando al quadrato.
L'arrotondamento sceglie, tra le due approssimazioni, la più vicina al numero. Se la cifra successiva è $5$ o più si arrotonda per eccesso, altrimenti per difetto. Per esempio $\pi = 3{,}14159\ldots$ arrotondato ai centesimi è $3{,}14$ (la cifra successiva è $1$), arrotondato ai millesimi è $3{,}142$ (la cifra successiva è $5$).
Approssima $\sqrt{7}$ per difetto e per eccesso a meno di un centesimo, senza usare la calcolatrice se non per verificare.
Approssima $\sqrt{7}$ per difetto e per eccesso a meno di un centesimo, senza usare la calcolatrice se non per verificare.
Arrotonda il numero $\pi = 3{,}14159\ldots$ al millesimo e calcola l'errore assoluto commesso.
Arrotonda il numero $\pi = 3{,}14159\ldots$ al millesimo e calcola l'errore assoluto commesso.
Errore assoluto e relativo
Per sapere quanto è buona un'approssimazione bisogna misurare l'errore.
Perché serve l'errore relativo? Sbagliare di $1$ cm misurando la lunghezza di un banco è grave, sbagliare di $1$ cm misurando la distanza Roma-Milano non conta nulla. L'errore relativo confronta l'errore con la grandezza misurata.
Un'approssimazione di $\pi$ si ripercuote sull'area del cerchio, $A = \pi r^2$ (con $r$ il raggio): se usi $\tilde{\pi}$ al posto di $\pi$, l'area calcolata ha lo stesso errore relativo di $\pi$ (il raggio qui è esatto). Dunque, se $\tilde{\pi}$ ha errore relativo $E_r$, anche l'area ha errore relativo $E_r$, mentre l'errore assoluto sull'area è $E_r \cdot \pi r^2$. Per esempio, con $\pi \approx 3{,}14$ e $r = 5$ m l'area è $78{,}5$ m² al posto di $78{,}54$ m²: errore assoluto circa $0{,}04$ m² ed errore relativo circa $0{,}05\%$, come per $\pi$. Se invece anche il raggio è incerto, per la regola della potenza il suo errore relativo si raddoppia e si somma a quello di $\pi$.
Vale una regola utile: se arrotondi a $k$ cifre decimali, l'errore assoluto è al massimo mezza unità dell'ultima cifra, cioè $\tfrac12 \cdot 10^{-k}$.
Una lunghezza è misurata come $x = 12{,}4$ cm con errore assoluto $0{,}2$ cm. Scrivi l'intervallo in cui si trova il valore vero e calcola l'errore relativo percentuale.
Una lunghezza è misurata come $x = 12{,}4$ cm con errore assoluto $0{,}2$ cm. Scrivi l'intervallo in cui si trova il valore vero e calcola l'errore relativo percentuale.
Si approssima $\pi$ con $\dfrac{22}{7}$. Calcola l'errore assoluto e relativo percentuale commessi, e l'errore sull'area di un cerchio di raggio 10 m.
Si approssima $\pi$ con $\dfrac{22}{7}$. Calcola l'errore assoluto e relativo percentuale commessi, e l'errore sull'area di un cerchio di raggio 10 m.
Propagazione degli errori
Se misuri base e altezza di un rettangolo con un certo errore, quanto è sbagliata l'area? Gli errori si "trasmettono" ai calcoli. Il modo più sicuro è calcolare i valori estremi: usi tutti i valori minimi e tutti i valori massimi possibili.
L'ultimo confronto non è un caso.
Perché? Se $\tilde{x} = x(1 + \varepsilon_1)$ e $\tilde{y} = y(1 + \varepsilon_2)$ con $\varepsilon_1, \varepsilon_2$ piccoli, allora $\tilde{x}\tilde{y} = xy(1 + \varepsilon_1 + \varepsilon_2 + \varepsilon_1\varepsilon_2)$ e il termine $\varepsilon_1\varepsilon_2$ è trascurabile (per esempio $0{,}01 \cdot 0{,}01 = 0{,}0001$). Una potenza è un prodotto con se stessa: $x^n$ ripete $n$ volte l'errore.
Un campo rettangolare a Pavia misura $(80{,}0 \pm 0{,}5)$ m per $(45{,}0 \pm 0{,}5)$ m. Calcola l'area stimata e l'intervallo entro cui cade il valore vero dell'area.
Un campo rettangolare a Pavia misura $(80{,}0 \pm 0{,}5)$ m per $(45{,}0 \pm 0{,}5)$ m. Calcola l'area stimata e l'intervallo entro cui cade il valore vero dell'area.
Un cubo ha spigolo misurato $(5{,}00 \pm 0{,}02)$ cm. Stima l'errore relativo percentuale massimo sul volume e confrontalo con quello sullo spigolo. Commenta il…
Un cubo ha spigolo misurato $(5{,}00 \pm 0{,}02)$ cm. Stima l'errore relativo percentuale massimo sul volume e confrontalo con quello sullo spigolo. Commenta il risultato.
Il metodo di bisezione
Come si approssima la soluzione di un'equazione come $x^2 - 3 = 0$, o di $x^3 + x - 3 = 0$ che non sappiamo risolvere con formule? Si usa una proprietà dei grafici continui.
Il grafico è una linea senza salti: se parte sotto l'asse $x$ e arriva sopra, deve attraversarlo. Se in più $f$ è strettamente crescente (o decrescente) nell'intervallo, lo zero è unico, perché una funzione crescente non può assumere due volte lo stesso valore.
Il metodo di bisezione sfrutta il teorema: si dimezza ogni volta l'intervallo.
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Si calcola il punto medio $m$ dell'intervallo $[a; b]$ e il valore $f(m)$.
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Si tiene la metà in cui $f$ cambia segno: se $f(a) \cdot f(m) < 0$ si tiene $[a; m]$, altrimenti $[m; b]$.
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Si ripete. Dopo $k$ passi l'ampiezza è $\dfrac{b - a}{2^k}$.
Ogni passo guadagna circa una cifra binaria; per avere una cifra decimale in più servono circa $3$–$4$ passi.
Con il metodo di bisezione, individua in due passi un intervallo di ampiezza $0{,}25$ che contenga la radice positiva di $x^2 - 3 = 0$, partendo da $[1, 2]$.
Con il metodo di bisezione, individua in due passi un intervallo di ampiezza $0{,}25$ che contenga la radice positiva di $x^2 - 3 = 0$, partendo da $[1, 2]$.
Mostra che $f(x) = x^3 + x - 3$ ha una sola radice reale in $[1, 2]$ (giustifica monotonia e cambio di segno) e determinala con due cifre decimali esatte usando la…
Mostra che $f(x) = x^3 + x - 3$ ha una sola radice reale in $[1, 2]$ (giustifica monotonia e cambio di segno) e determinala con due cifre decimali esatte usando la bisezione.
Approssimare $\pi$: il metodo di Archimede
Archimede di Siracusa, nel III secolo a.C., calcolò $\pi$ intrappolando la circonferenza tra poligoni regolari: uno inscritto (dentro) e uno circoscritto (fuori). Il perimetro della circonferenza è maggiore di quello del poligono inscritto e minore di quello del circoscritto.
Noi usiamo solo i poligoni inscritti in una circonferenza di raggio $1$, la cui lunghezza è $2\pi$. Se il poligono regolare ha $n$ lati di lunghezza $s_n$, il suo perimetro è $n \cdot sn < 2\pi$, dunque
$$\pi > \frac{n \cdot s_n}{2}.$$È un'approssimazione per difetto, che migliora al crescere di $n$.
Nell'esagono regolare il lato è uguale al raggio (il triangolo con due raggi e un lato è equilatero): $s_6 = 1$. Se si raddoppia il numero dei lati, il nuovo lato si calcola con il teorema di Pitagora; per raggio $1$ si ottiene
$$s_{2n} = \sqrt{2 - \sqrt{4 - s_n^2}}.$$Per esempio $s_4 = \sqrt{2}$ (quadrato) e quindi $s_8 = \sqrt{2 - \sqrt{4 - 2}} = \sqrt{2 - \sqrt{2}}$.
Anche se Archimede lavorava con poligoni da $96$ lati, il metodo è lo stesso. E ricordiamo che $\pi$ è un numero trascendente: non è soluzione di alcuna equazione polinomiale a coefficienti interi, quindi nessuna formula con radicali lo esprimerà mai esattamente.
Il metodo di Archimede approssima $\pi$ con il perimetro di poligoni regolari inscritti in una circonferenza di raggio 1. Calcola il perimetro dell'esagono e…
Il metodo di Archimede approssima $\pi$ con il perimetro di poligoni regolari inscritti in una circonferenza di raggio 1. Calcola il perimetro dell'esagono e dell'ottagono regolari inscritti, ricava le corrispondenti approssimazioni per difetto di $\pi$ e stima l'errore relativo commesso nei due casi.
Vuoi sapere chi aveva ragione tra Sofia e Luca? Entrambi, se gli intervalli $74{,}3 \pm 0{,}1$ cm e $74{,}5 \pm 0{,}1$ cm si sovrappongono (e lo fanno in $[74{,}4;\ 74{,}4]$): la misura vera potrebbe essere $74{,}4$ cm. Una misura senza errore non dice quanto è precisa.
In sintesi
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Approssimare $x$ a meno di $10^{-k}$ significa trovare $a \le x < a + 10^{-k}$: $a$ è l'approssimazione per difetto, $a + 10^{-k}$ per eccesso. L'arrotondamento sceglie la più vicina.
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Errore assoluto: $E_a = |x - \tilde{x}|$. Errore relativo: $E_r = E_a / |x|$, spesso in percentuale. Per confrontare precisioni si usa l'errore relativo.
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Nella propagazione: nelle somme si sommano gli errori assoluti, nei prodotti e nei quozienti gli errori relativi, nelle potenze $x^n$ l'errore relativo si moltiplica per $n$. Nella differenza di numeri vicini l'errore relativo può diventare enorme.
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Bisezione: se $f$ è continua e $f(a) \cdot f(b) < 0$, c'è uno zero in $]a; b[$ (unico se $f$ è monotona). Dimezzando l'intervallo $k$ volte l'ampiezza diventa $(b - a)/2^k$.
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Archimede: il perimetro dei poligoni regolari inscritti in una circonferenza di raggio $1$, diviso $2$, dà approssimazioni per difetto di $\pi$ che migliorano all'aumentare dei lati.