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Evoluzione, tessuti e dimensione sperimentale · Evoluzione e speciazione

Selezione naturale e variabilità

Nei Colli Euganei vivono lucertole muraiole di colori diversi: alcune chiare, altre scure. Perché in certi ambienti prevale un colore e in altri un altro? Nessun singolo animale cambia colore per "volontà": a cambiare è la popolazione, generazione dopo generazione. In questa pagina vediamo come.

La variabilità e le sue fonti

Gli individui di una popolazione non sono copie identiche: differiscono per colore, dimensioni, resistenza alle malattie. Questa differenza tra individui è la variabilità. Solo la parte dovuta ai geni può essere trasmessa ai figli.

Le fonti principali di variabilità genetica sono:

  • la mutazione, che crea nuovi alleli in modo casuale;

  • la ricombinazione (crossing-over e assortimento indipendente dei cromosomi nella meiosi);

  • la riproduzione sessuata, che combina alleli di due genitori diversi.

Il punto chiave: le mutazioni sono casuali, cioè non compaiono perché "servono" all'organismo.

Distingui genotipo (gli alleli che un individuo possiede) e fenotipo (i caratteri osservabili, frutto di genotipo e ambiente). La selezione agisce sul fenotipo, ma si trasmettono solo gli alleli del genotipo. Esiste anche la selezione sessuale: caratteri che aumentano il successo nell'accoppiamento, come i colori vistosi di certi maschi, possono essere favoriti anche se non aumentano la sopravvivenza.

Tre fonti di variabilità genetica: mutazione, ricombinazione, riproduzione sessuata Mutazione Ricombinazione Riproduzione sessuata nuovi alleli e nuove combinazioni di alleli
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In una popolazione di lucertole muraiole (Podarcis muralis*) dei Colli Euganei esistono individui con colorazione più chiara e individui con colorazione più scura. a)…

In una popolazione di lucertole muraiole (Podarcis muralis) dei Colli Euganei esistono individui con colorazione più chiara e individui con colorazione più scura.

  1. a) Questa differenza è un esempio di variabilità? Spiega perché.
  2. b) Indica due fonti di variabilità genetica in una popolazione.
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I presupposti di Darwin

Charles Darwin (L'origine delle specie, 1859) spiegò il cambiamento delle popolazioni con tre osservazioni e una conclusione:

  1. Variabilità: gli individui di una popolazione differiscono tra loro.

  2. Ereditarietà: almeno una parte di queste differenze passa ai discendenti.

  3. Sovrapproduzione e lotta per le risorse: nascono più individui di quanti l'ambiente possa sostenere, quindi solo alcuni sopravvivono e si riproducono.

Conclusione: gli individui con caratteri più vantaggiosi in quell'ambiente lasciano in media più discendenti (riproduzione differenziale). Di generazione in generazione quei caratteri diventano più frequenti.

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Elenca i tre presupposti principali della teoria dell'evoluzione per selezione naturale proposta da Charles Darwin e spiega brevemente, con parole tue, come portano a un…

Elenca i tre presupposti principali della teoria dell'evoluzione per selezione naturale proposta da Charles Darwin e spiega brevemente, con parole tue, come portano a un cambiamento della popolazione nel tempo.

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Distingui tra «fitness biologica» e «forza fisica» di un individuo. Che cosa misura la fitness in senso evolutivo?

Distingui tra «fitness biologica» e «forza fisica» di un individuo. Che cosa misura la fitness in senso evolutivo?

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Un esempio numerico di selezione

Il confronto tra la percentuale prima e dopo mostra che la selezione ha cambiato la composizione della popolazione.

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In una popolazione di coleotteri di un bosco del Trentino, il $20\%$ degli individui ha una colorazione verde e l'$80\%$ marrone. Gli uccelli predatori catturano ogni…

In una popolazione di coleotteri di un bosco del Trentino, il $20\%$ degli individui ha una colorazione verde e l'$80\%$ marrone. Gli uccelli predatori catturano ogni anno il $50\%$ dei coleotteri verdi e il $10\%$ dei marroni. Si supponga che la popolazione iniziale sia di $1.000$ individui e che i sopravvissuti si riproducano mantenendo il proprio colore.

  1. a) Calcola quanti coleotteri verdi e quanti marroni sopravvivono dopo un anno.
  2. b) Calcola la nuova percentuale di coleotteri verdi tra i sopravvissuti.
  3. c) Che tipo di selezione è in azione? Giustifica la risposta.
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Tipi di selezione

Le curve a campana descrivono la distribuzione di un carattere quantitativo (altezza, lunghezza del becco). A seconda di quali fenotipi vengono favoriti si distinguono tre modi di selezione:

Tipo Chi è favorito Effetto sulla curva
Direzionale un estremo la media si sposta
Stabilizzante i valori intermedi la curva si restringe
Disruptiva entrambi gli estremi due picchi
Tre curve a campana: direzionale con media spostata, stabilizzante più stretta, disruptiva con due picchi Direzionale Stabilizzante Disruptiva tratteggiata: prima; continua: dopo

Esempi: un clima più freddo favorisce corpi più grandi (direzionale); il peso alla nascita nei neonati umani, né troppo basso né troppo alto, è un classico caso di selezione stabilizzante.

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Un allevatore piemontese osserva che in un gregge di pecore l'altezza al garrese ha una distribuzione a campana. Le pecore molto basse e quelle molto alte hanno meno…

Un allevatore piemontese osserva che in un gregge di pecore l'altezza al garrese ha una distribuzione a campana. Le pecore molto basse e quelle molto alte hanno meno agnelli sopravvissuti rispetto a quelle di altezza intermedia.

  1. a) Quale tipo di selezione (direzionale, stabilizzante o disruptiva) agisce sul carattere? Giustifica.
  2. b) Descrivi come cambierebbe la curva di distribuzione dopo molte generazioni.
  3. c) Fai un esempio di carattere umano per cui si ipotizza lo stesso tipo di selezione.
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Risposta alla selezione ed ereditabilità

Non basta che i sopravvissuti siano diversi: perché la popolazione cambi, il carattere deve essere ereditabile. L'ereditabilità $h^2$ (da 0 a 1) è la frazione della variabilità del carattere dovuta ai geni.

Si definiscono:

  • $S$ = differenziale di selezione = media dei sopravvissuti (genitori) − media della popolazione iniziale;

  • $R = h^2 \cdot S$ = risposta alla selezione, cioè lo spostamento atteso della media nella generazione successiva.

Se $h^2 = 0$, anche una selezione fortissima non produce alcun cambiamento evolutivo. La selezione agisce sui fenotipi (sono gli individui con certi caratteri a sopravvivere), ma ciò che cambia nella popolazione sono le frequenze degli alleli.

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Durante una siccità sulle isole Galápagos, Peter e Rosemary Grant osservarono che i fringuelli con becco più profondo sopravvivevano meglio, perché i semi piccoli erano…

Durante una siccità sulle isole Galápagos, Peter e Rosemary Grant osservarono che i fringuelli con becco più profondo sopravvivevano meglio, perché i semi piccoli erano finiti e restavano quelli grandi e duri. La profondità media del becco passò da $9,2$ mm a $9,7$ mm nella generazione successiva. L'ereditabilità del carattere è $h^2 = 0,8$.

  1. a) Calcola il differenziale di selezione $S$ se la media dei sopravvissuti era $10,0$ mm, e la risposta alla selezione $R = h^2 \cdot S$.
  2. b) Confronta $R$ calcolato con la variazione osservata ($0,5$ mm) e commenta.
  3. c) Spiega perché la selezione agisce sui fenotipi ma l'evoluzione riguarda le frequenze alleliche della popolazione.
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Mutazioni casuali e resistenza agli antibiotici

I batteri si riproducono rapidamente e hanno popolazioni enormi, quindi la selezione si osserva in tempi brevi. In una coltura nascono per mutazione casuale alcune cellule resistenti a un antibiotico, anche prima di incontrarlo. Se si aggiunge l'antibiotico, le cellule sensibili muoiono e le resistenti si moltiplicano: l'antibiotico seleziona, non causa la mutazione.

Per esempio, con $10^6$ cellule e una resistente ogni $10^5$ ce ne sono $10^6 / 10^5 = 10$ prima del trattamento.

Un uso scorretto (dosi troppo basse, terapie interrotte) elimina i batteri sensibili ma lascia vivi i resistenti, che si riproducono senza concorrenza: i ceppi resistenti diventano più frequenti, anche negli ospedali.

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Un batterio presente in un ospedale di Bologna è sensibile a un antibiotico. In una coltura di $10^6$ cellule, per mutazione casuale una cellula su $10^5$ possiede un…

Un batterio presente in un ospedale di Bologna è sensibile a un antibiotico. In una coltura di $10^6$ cellule, per mutazione casuale una cellula su $10^5$ possiede un allele di resistenza.

  1. a) Quante cellule resistenti ci sono nella coltura prima del trattamento?
  2. b) Dopo il trattamento sopravvivono solo le cellule resistenti. Spiega perché la mutazione non è stata «causata» dall'antibiotico.
  3. c) Perché l'uso scorretto degli antibiotici favorisce la diffusione di ceppi resistenti?
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Casi particolari ed evidenze

Vantaggio dell'eterozigote

L'anemia falciforme è causata dall'allele $S$. Gli $SS$ sono gravemente malati, gli $AA$ sono sensibili alla malaria, gli $AS$ sono resistenti alla malaria e con sintomi lievi. Dove la malaria è diffusa, gli eterozigoti hanno la fitness più alta: è il vantaggio dell'eterozigote (selezione bilanciata). L'allele $S$ resta nella popolazione perché ogni generazione ricrea individui $SS$ dagli incroci tra eterozigoti, ma non si diffonde fino a fissarsi perché gli $SS$ sono svantaggiati. Senza malaria il vantaggio degli $AS$ scompare e la frequenza di $S$ tenderebbe a diminuire.

Lamarck contro Darwin

Per Lamarck i caratteri acquisiti durante la vita (il collo che si allunga per sforzo) si trasmetterebbero ai figli. Questo è falso: i caratteri acquisiti non modificano il DNA dei gameti. Secondo Darwin, in una popolazione ancestrale di giraffe c'era variabilità ereditaria nella lunghezza del collo; quelle con collo più lungo raggiungevano più cibo, lasciavano più discendenti, e il carattere si è diffuso.

Evidenze dell'evoluzione

  • fossili (forme di transizione, come i fossili di cetacei con arti);

  • anatomia comparata (organi omologhi: l'arto dei mammiferi; organi vestigiali);

  • molecolari (somiglianza del DNA e del codice genetico tra specie).

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L'anemia falciforme è causata dall'allele $S$ dell'emoglobina. Gli individui $SS$ sono gravemente malati, gli $AA$ sono sensibili alla malaria, gli $AS$ sono resistenti…

L'anemia falciforme è causata dall'allele $S$ dell'emoglobina. Gli individui $SS$ sono gravemente malati, gli $AA$ sono sensibili alla malaria, gli $AS$ sono resistenti alla malaria e hanno sintomi lievi. In alcune regioni malariche l'allele $S$ resta frequente.

  1. a) Come si chiama questo fenomeno di selezione?
  2. b) Spiega perché l'allele $S$ non scompare nonostante lo svantaggio degli omozigoti $SS$.
  3. c) Prevedi e giustifica che cosa accadrebbe alla frequenza di $S$ se la malaria venisse eradicata.
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Un tuo compagno afferma: «Le giraffe hanno il collo lungo perché si sono allungate per raggiungere le foglie alte, e hanno trasmesso questo allungamento ai figli». a)…

Un tuo compagno afferma: «Le giraffe hanno il collo lungo perché si sono allungate per raggiungere le foglie alte, e hanno trasmesso questo allungamento ai figli».

  1. a) Identifica a quale teoria appartiene questa spiegazione e il suo errore concettuale.
  2. b) Riformula la spiegazione secondo la selezione naturale darwiniana, usando i termini variabilità, ereditarietà e riproduzione differenziale.
  3. c) Descrivi un tipo di evidenza (fossile, anatomica o molecolare) che sostiene l'evoluzione per selezione naturale.
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Torna all'inizio: le lucertole dei Colli Euganei sono chiare o scure perché, nel loro ambiente, un colore dà più probabilità di sopravvivere e riprodursi: la variabilità genetica preesiste e la selezione ne cambia le frequenze.

In sintesi

  • La variabilità genetica nasce da mutazione, ricombinazione e riproduzione sessuata; le mutazioni sono casuali.

  • Darwin: variabilità, ereditarietà e lotta per le risorse portano alla riproduzione differenziale.

  • La fitness è il contributo di un individuo alle generazioni future, non la forza.

  • La selezione può essere direzionale, stabilizzante o disruptiva; evolve la popolazione, non l'individuo.

  • $R = h^2 \cdot S$: senza ereditabilità non c'è risposta alla selezione.

  • Antibiotici e anemia falciforme mostrano come la selezione agisca su variabilità già presente.

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