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2° scientifico · Scienze naturali
La biologia cellulare · La cellula e la sua organizzazione

L'osservazione della cellula

Il Parco Nazionale d'Abruzzo è pieno di stagni: se prendi una goccia d'acqua stagnante e la guardi a occhio nudo vedi solo acqua limpida. Al microscopio compaiono paramecî che nuotano, alghe, batteri. Ma se provi a mettere a fuoco la membrana o gli organuli interni, l'immagine resta una massa trasparente senza dettagli. Che cosa distingue la luce da un fascio di elettroni, al punto da richiedere due strumenti così diversi? E perché ingrandire di più non basta?

Microscopia ottica ed elettronica

Ogni microscopio ha bisogno di una «luce» per illuminare il campione. La scelta di questa luce decide che cosa riusciamo a vedere.

Confronto in sezione tra un microscopio ottico, in cui la luce visibile di una lampada attraversa un campione vivo e viene focalizzata da lenti di vetro fino all'occhio, e un microscopio elettronico a trasmissione, in cui un fascio di elettroni nel vuoto attraversa un campione morto e disidratato ed è focalizzato da lenti elettromagnetiche fino a uno schermo fluorescente. Microscopio ottico (MO) Microscopio elettronico (ME) a trasmissione (MET) occhio oculare obiettivo campione vivo condensatore lampada (luce visibile) cannone elettronico lente condensatrice campione morto e disidratato lente obiettivo lente proiettiva colonna sotto vuoto schermo fluorescente luce visibile · lenti di vetro cellule vive osservabili fascio di elettroni · vuoto lenti elettromagnetiche
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Distingui tra microscopia ottica e microscopia elettronica: che cosa utilizza ciascuna per «illuminare» il campione, quale tipo di strutture permette di osservare…

Distingui tra microscopia ottica e microscopia elettronica: che cosa utilizza ciascuna per «illuminare» il campione, quale tipo di strutture permette di osservare ciascuna tecnica e se con esse è possibile osservare cellule vive.

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Un gruppo di ricerca vuole verificare se i batteri di un campione sono infettati da batteriofagi. Progetta lo studio: scegli la tecnica di microscopia adeguata,…

Un gruppo di ricerca vuole verificare se i batteri di un campione sono infettati da batteriofagi. Progetta lo studio: scegli la tecnica di microscopia adeguata, giustifica la scelta rispetto alle alternative e descrivi che cosa si aspetterebbe di osservare il gruppo se l'infezione fosse in corso.

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Il microscopio ottico e l'ingrandimento

Osservando un preparato di cellule di cipolla con lenti diverse, la grandezza delle cellule cambia moltissimo. Come determinano insieme obiettivo e oculare le dimensioni dell'immagine finale?

Microscopio ottico visto di profilo con oculare, revolver con obiettivi, platina, viti di messa a fuoco e sorgente luminosa; l'obiettivo forma un'immagine reale ingrandita nel tubo e l'oculare la ingrandisce ancora: oculare 10× per obiettivo 100× dà un ingrandimento totale di 1000×. oculare immagine reale revolver obiettivo platina sorgente luminosa viti macrometrica e micrometrica oculare 10× × obiettivo 100× = 1000× totale
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Indica le parti fondamentali di un microscopio ottico (oculare, obiettivi, platina, viti macrometrica e micrometrica e sorgente luminosa) e indica la funzione di…

Indica le parti fondamentali di un microscopio ottico (oculare, obiettivi, platina, viti macrometrica e micrometrica e sorgente luminosa) e indica la funzione di ciascuna.

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Spiega la differenza tra ingrandimento e potere di risoluzione di un microscopio e argomenta perché ingrandire molto un'immagine senza migliorare la risoluzione (il…

Spiega la differenza tra ingrandimento e potere di risoluzione di un microscopio e argomenta perché ingrandire molto un'immagine senza migliorare la risoluzione (il cosiddetto «ingrandimento vuoto») non permette di distinguere più dettagli.

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Il potere di risoluzione

Se ingrandisci al computer una foto a bassa qualità, diventa enorme ma i dettagli non aumentano. Perché l'ingrandimento è inutile se lo strumento non distingue due punti vicini?

Scala logaritmica che confronta i limiti di risoluzione dell'occhio umano (0,1 mm), del microscopio ottico (200 nm) e del microscopio elettronico a trasmissione (0,2 nm) con le dimensioni di cellule, batteri, virus e molecole. MET · da 0,2 nm MO · da 200 nm occhio · da 0,1 mm atomo proteina ribosoma virus batterio cellula eucariote uovo di rana 0,1 nm1 nm10 nm 100 nm1 µm10 µm 100 µm1 mm scala logaritmica
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Lo schema mostra una scala di dimensioni con i limiti di risoluzione dell'occhio umano, del microscopio ottico (MO) e del microscopio elettronico a trasmissione (MET).…

Lo schema mostra una scala di dimensioni con i limiti di risoluzione dell'occhio umano, del microscopio ottico (MO) e del microscopio elettronico a trasmissione (MET). Indica quale strumento ti servirebbe per osservare in dettaglio: a) un virus influenzale; b) un batterio; c) un ribosoma; d) una cellula della pelle. Giustifica ogni scelta a partire dallo schema.

MET · da 0,2 nm MO · da 200 nm occhio · da 0,1 mm atomo proteina ribosoma virus batterio cellula eucariote uovo di rana 0,1 nm 1 nm 10 nm 100 nm 1 µm 10 µm 100 µm 1 mm scala logaritmica
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Il microscopio elettronico rivela organuli e virus che quello ottico non può mostrare. Spiega a quale proprietà del fascio di elettroni è dovuto il suo maggiore potere…

Il microscopio elettronico rivela organuli e virus che quello ottico non può mostrare. Spiega a quale proprietà del fascio di elettroni è dovuto il suo maggiore potere di risoluzione e indica due limiti pratici della microscopia elettronica rispetto a quella ottica.

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Hai a disposizione una sospensione acquosa che contiene una miscela sconosciuta di quattro componenti biologici: particelle del virus influenzale (~100 nm), cellule di…

Hai a disposizione una sospensione acquosa che contiene una miscela sconosciuta di quattro componenti biologici: particelle del virus influenzale (~100 nm), cellule di Escherichia coli (~2 µm), eritrociti umani (~7,5 µm) e ribosomi purificati (~25 nm). In laboratorio disponi di filtri a membrana con pori da 0,22 µm e da 5 µm, di un microscopio ottico (limite di risoluzione: 0,2 µm) e di un microscopio elettronico a trasmissione.

Progetta una procedura analitica in due fasi (separazione per filtrazione successiva e ispezione microscopica) che permetta di separare e identificare in modo inequivocabile ciascuno dei quattro componenti. Giustifica in quale frazione (trattenuto o filtrato) rimarrà ciascun componente a ogni passaggio e argomenta quale strumento microscopico specifico è indispensabile per confermare la presenza e la morfologia di ciascuno, deducendo perché il microscopio ottico risulta inutile per due di essi.

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La preparazione e la colorazione del campione

Una cellula viva è quasi trasparente: la luce la attraversa senza che si veda granché. Come si rende visibile ciò che c'è dentro?

Schema comparativo della preparazione dei campioni: in microscopia ottica, taglio sottile e colorazione; in microscopia elettronica, fissazione, disidratazione, inclusione in resina, taglio ultrasottile e contrasto con metalli pesanti. microscopia ottica taglio sottile + colorazione microscopia elettronica fissazione disidratazione inclusione in resina taglio ultrasottile contrasto con metalli pesanti

Perché si colora? Per due motivi principali: aumentare il contrasto (le strutture diventano distinguibili dallo sfondo) e evidenziare componenti specifici (il blu di metilene colora il nucleo, il Lugol l'amido). Nel laboratorio scolastico i coloranti più usati sono proprio blu di metilene e Lugol.

Per il microscopio elettronico a trasmissione la preparazione è più impegnativa: il tessuto viene fissato, disidratato, incluso in resina, tagliato in sezioni ultrasottili e contrastato con metalli pesanti (per esempio sali di uranio o piombo) che deviano gli elettroni.

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La maggior parte dei campioni biologici viene colorata prima di essere osservata al microscopio ottico. Spiega due motivi per colorare un campione e indica un colorante…

La maggior parte dei campioni biologici viene colorata prima di essere osservata al microscopio ottico. Spiega due motivi per colorare un campione e indica un colorante di uso frequente nel laboratorio scolastico.

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Un laboratorio biomedico ha bisogno di osservare in dettaglio le alterazioni ultrastrutturali delle creste mitocondriali e dei ribosomi legati al RER in biopsie di…

Un laboratorio biomedico ha bisogno di osservare in dettaglio le alterazioni ultrastrutturali delle creste mitocondriali e dei ribosomi legati al RER in biopsie di pazienti con una miopatia. Un tecnico suggerisce di fissare il tessuto con formaldeide, colorarlo con blu di metilene e osservarlo con un microscopio ottico con obiettivo a immersione 100× e luce visibile (lunghezza d'onda media di 550 nm).

Giustifica quantitativamente, utilizzando il concetto di limite di risoluzione e l'equazione di Abbe, perché questa proposta non è praticabile per risolvere creste e ribosomi (20-30 nm). Quindi, progetta il protocollo tecnico corretto: specifica quale esatta modalità di microscopia devono utilizzare e giustifica perché è indispensabile tagliare il campione in sezioni ultrasottili (inferiori a 100 nm) e contrastarlo con sali di metalli pesanti (come osmio o uranio) invece che con coloranti organici.

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Ricordi la goccia dello stagno? Con il microscopio ottico, colorando un campione sottile, vedi i paramecî vivi e il nucleo, ma non la membrana né gli organuli più piccoli di circa $200\ \text{nm}$: per quelli serve il microscopio elettronico, a costo di lavorare su un campione morto.

In sintesi

Vedi tutti gli esercizi di questa sezione