L'osservazione della cellula
Il Parco Nazionale d'Abruzzo è pieno di stagni: se prendi una goccia d'acqua stagnante e la guardi a occhio nudo vedi solo acqua limpida. Al microscopio compaiono paramecî che nuotano, alghe, batteri. Ma se provi a mettere a fuoco la membrana o gli organuli interni, l'immagine resta una massa trasparente senza dettagli. Che cosa distingue la luce da un fascio di elettroni, al punto da richiedere due strumenti così diversi? E perché ingrandire di più non basta?
Microscopia ottica ed elettronica
Ogni microscopio ha bisogno di una «luce» per illuminare il campione. La scelta di questa luce decide che cosa riusciamo a vedere.
Distingui tra microscopia ottica e microscopia elettronica: che cosa utilizza ciascuna per «illuminare» il campione, quale tipo di strutture permette di osservare…
Distingui tra microscopia ottica e microscopia elettronica: che cosa utilizza ciascuna per «illuminare» il campione, quale tipo di strutture permette di osservare ciascuna tecnica e se con esse è possibile osservare cellule vive.
Un gruppo di ricerca vuole verificare se i batteri di un campione sono infettati da batteriofagi. Progetta lo studio: scegli la tecnica di microscopia adeguata,…
Un gruppo di ricerca vuole verificare se i batteri di un campione sono infettati da batteriofagi. Progetta lo studio: scegli la tecnica di microscopia adeguata, giustifica la scelta rispetto alle alternative e descrivi che cosa si aspetterebbe di osservare il gruppo se l'infezione fosse in corso.
Il microscopio ottico e l'ingrandimento
Osservando un preparato di cellule di cipolla con lenti diverse, la grandezza delle cellule cambia moltissimo. Come determinano insieme obiettivo e oculare le dimensioni dell'immagine finale?
Indica le parti fondamentali di un microscopio ottico (oculare, obiettivi, platina, viti macrometrica e micrometrica e sorgente luminosa) e indica la funzione di…
Indica le parti fondamentali di un microscopio ottico (oculare, obiettivi, platina, viti macrometrica e micrometrica e sorgente luminosa) e indica la funzione di ciascuna.
Spiega la differenza tra ingrandimento e potere di risoluzione di un microscopio e argomenta perché ingrandire molto un'immagine senza migliorare la risoluzione (il…
Spiega la differenza tra ingrandimento e potere di risoluzione di un microscopio e argomenta perché ingrandire molto un'immagine senza migliorare la risoluzione (il cosiddetto «ingrandimento vuoto») non permette di distinguere più dettagli.
Il potere di risoluzione
Se ingrandisci al computer una foto a bassa qualità, diventa enorme ma i dettagli non aumentano. Perché l'ingrandimento è inutile se lo strumento non distingue due punti vicini?
Lo schema mostra una scala di dimensioni con i limiti di risoluzione dell'occhio umano, del microscopio ottico (MO) e del microscopio elettronico a trasmissione (MET).…
Lo schema mostra una scala di dimensioni con i limiti di risoluzione dell'occhio umano, del microscopio ottico (MO) e del microscopio elettronico a trasmissione (MET). Indica quale strumento ti servirebbe per osservare in dettaglio: a) un virus influenzale; b) un batterio; c) un ribosoma; d) una cellula della pelle. Giustifica ogni scelta a partire dallo schema.
Il microscopio elettronico rivela organuli e virus che quello ottico non può mostrare. Spiega a quale proprietà del fascio di elettroni è dovuto il suo maggiore potere…
Il microscopio elettronico rivela organuli e virus che quello ottico non può mostrare. Spiega a quale proprietà del fascio di elettroni è dovuto il suo maggiore potere di risoluzione e indica due limiti pratici della microscopia elettronica rispetto a quella ottica.
Hai a disposizione una sospensione acquosa che contiene una miscela sconosciuta di quattro componenti biologici: particelle del virus influenzale (~100 nm), cellule di…
Hai a disposizione una sospensione acquosa che contiene una miscela sconosciuta di quattro componenti biologici: particelle del virus influenzale (~100 nm), cellule di Escherichia coli (~2 µm), eritrociti umani (~7,5 µm) e ribosomi purificati (~25 nm). In laboratorio disponi di filtri a membrana con pori da 0,22 µm e da 5 µm, di un microscopio ottico (limite di risoluzione: 0,2 µm) e di un microscopio elettronico a trasmissione.
Progetta una procedura analitica in due fasi (separazione per filtrazione successiva e ispezione microscopica) che permetta di separare e identificare in modo inequivocabile ciascuno dei quattro componenti. Giustifica in quale frazione (trattenuto o filtrato) rimarrà ciascun componente a ogni passaggio e argomenta quale strumento microscopico specifico è indispensabile per confermare la presenza e la morfologia di ciascuno, deducendo perché il microscopio ottico risulta inutile per due di essi.
La preparazione e la colorazione del campione
Una cellula viva è quasi trasparente: la luce la attraversa senza che si veda granché. Come si rende visibile ciò che c'è dentro?
Perché si colora? Per due motivi principali: aumentare il contrasto (le strutture diventano distinguibili dallo sfondo) e evidenziare componenti specifici (il blu di metilene colora il nucleo, il Lugol l'amido). Nel laboratorio scolastico i coloranti più usati sono proprio blu di metilene e Lugol.
Per il microscopio elettronico a trasmissione la preparazione è più impegnativa: il tessuto viene fissato, disidratato, incluso in resina, tagliato in sezioni ultrasottili e contrastato con metalli pesanti (per esempio sali di uranio o piombo) che deviano gli elettroni.
La maggior parte dei campioni biologici viene colorata prima di essere osservata al microscopio ottico. Spiega due motivi per colorare un campione e indica un colorante…
La maggior parte dei campioni biologici viene colorata prima di essere osservata al microscopio ottico. Spiega due motivi per colorare un campione e indica un colorante di uso frequente nel laboratorio scolastico.
Un laboratorio biomedico ha bisogno di osservare in dettaglio le alterazioni ultrastrutturali delle creste mitocondriali e dei ribosomi legati al RER in biopsie di…
Un laboratorio biomedico ha bisogno di osservare in dettaglio le alterazioni ultrastrutturali delle creste mitocondriali e dei ribosomi legati al RER in biopsie di pazienti con una miopatia. Un tecnico suggerisce di fissare il tessuto con formaldeide, colorarlo con blu di metilene e osservarlo con un microscopio ottico con obiettivo a immersione 100× e luce visibile (lunghezza d'onda media di 550 nm).
Giustifica quantitativamente, utilizzando il concetto di limite di risoluzione e l'equazione di Abbe, perché questa proposta non è praticabile per risolvere creste e ribosomi (20-30 nm). Quindi, progetta il protocollo tecnico corretto: specifica quale esatta modalità di microscopia devono utilizzare e giustifica perché è indispensabile tagliare il campione in sezioni ultrasottili (inferiori a 100 nm) e contrastarlo con sali di metalli pesanti (come osmio o uranio) invece che con coloranti organici.
Ricordi la goccia dello stagno? Con il microscopio ottico, colorando un campione sottile, vedi i paramecî vivi e il nucleo, ma non la membrana né gli organuli più piccoli di circa $200\ \text{nm}$: per quelli serve il microscopio elettronico, a costo di lavorare su un campione morto.